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Rogna sarcoptica
La rogna sarcoptica colpisce il camoscio e lo stambecco ed è la più grave malattia conosciuta a carico di queste due specie. Essa è provocata da un acaro, il Sarcoptes scabiei, che vive parassita nella pelle degli animali dove determina la formazione di spesse croste, solcate da fessurazioni ed emananti un caratteristico odore acre. L'attacco di questo parassita è quasi sempre letale.
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La rogna ha valicato i confini della provincia di Trento manifestandosi in località distinte della Val di Fassa con i primi due casi nel giugno 2001. La strategia complessiva di intervento adottata dalla Provincia, con la fondamentale collaborazione dell’Associazione cacciatori, si basa su 4 punti:
il coordinamento interprovinciale con le confinanti Province di Bolzano e Belluno dove la patologia era già presente;
il coordinamento provinciale dei Soggetti maggiormente coinvolti nella problematica;
i monitoraggi sanitari preventivi estesi ai capi di camoscio abbattuti durante la stagione venatoria nelle zone a maggior rischio di contagio;
la formazione e l'informazione delle componenti venatorie e del personale di vigilanza.
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Il coordinamento provinciale in particolare si è concretizzato nella costituzione di un Gruppo di lavoro provinciale nel quale sono confluiti i rappresentanti del Servizio faunistico, dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie e dell'Associazione. I compiti del Gruppo di lavoro sono i seguenti:
assicurare il coordinamento permanente a livello provinciale fra i soggetti coinvolti nel monitoraggio, prevenzione e gestione del "problema rogna";
formulare proposte di intervento informativo e formativo verso il personale di vigilanza e le componenti sociali più interessate alla tematica;
formulare indirizzi per l'organizzazione dell'attività di monitoraggio sanitario;
individuare una strategia indirizzata a contenere la velocità di avanzamento del fronte della rogna sarcoptica nel territorio provinciale nonché attivare iniziative indirizzate a limitare , per quanto possibile, le ricadute negative della stessa sulle popolazioni animali coinvolte;
predisporre e proporre delle linee guida riferite agli aspetti gestionali delle popolazioni di camoscio prossime al fronte di avanzamento della patologia o interessate alla stessa;
proporre ricerche specialistiche.
Tutte le proposte emerse dal Gruppo di lavoro per affrontare il problema della rogna sarcoptica sono sottoposte all'approvazione del Comitato Faunistico Provinciale, per l'eventuale adozione e la successiva applicazione.
Ad oggi sono documentati quasi una ventina di casi di rogna conclamata nel territorio provinciale, limitatamente alla Riserva di Canazei (tra il Gruppo del Sella ed il Viel dal Pan), tranne un singolo camoscio rinvenuto morto in riserva di Mazzin (in Val de Udai).
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