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PROGETTO MARMOTTA
L’Associazione cacciatori Trentini promuove ormai da alcuni decenni la reintroduzione della marmotta in zone vocate ad accogliere questo Roditore. Secondo lo studioso tedesco Von F. Krapp la marmotta, pervenuta nel territorio alpino tramite corridoi steppici creatisi con le ultime glaciazioni, risulta colonizzatrice naturale delle Alpi Occidentali e, per quanto riguarda il Trentino, del settore in destra orografica del fiume Adige. Risultano importanti quindi le iniziative che mirano al ripristino di quelle condizioni naturali alterate dalla massiccia ingerenza antropica in alta montagna, condizione caratteristica della prima parte del XX secolo. |
Partendo dai necessari presupposti scientifici, il complesso e lungo progetto delle reintroduzioni viene ad essere un fattore decisivo per la riaffermazione di biocenosi compromesse.
Il rinnovo dell’autorizzazione all’attività di cattura e rilascio di marmotte autorizzato dal Comitato faunistico provinciale con propria deliberazione n. 269 di data 8 giugno 2000 ha posto l’Associazione nelle condizioni di dare conclusione ai progetti pianificati nel precedente triennio di attività (1997-1999), nonché di predisporre ulteriori interventi atti a realizzare il programma di diffusione del Roditore in tutte le aree idonee del territorio provinciale.
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Gli interventi sono generalmente distinti in due tipologie, l’una relativa alla creazione di nuovi nuclei e l’altra riferita al rafforzamento numerico di colonie già presenti, sia naturali che frutto di precedenti reintroduzioni.
I capi trasferiti provengono tutti da riserve territorialmente comprese nella Provincia di Trento nelle quali lo status del Roditore si presenta buono a tal punto da consentire prelievi senza intaccare minimamente la struttura e la stabilità del sistema. Per il passato triennio 2000-2002 le catture sono state effettuate nelle riserve di Vermiglio, Peio, Tassello e Canazei.
Le linee guida relativamente all’esecuzione degli interventi possono essere così sintetizzate:
- la cattura interessa solo individui subadulti e immaturi, per non alterare la struttura del nucleo familiare di prelievo e per offrire maggiori possibilità temporali agli individui rilasciati, che rappresentano i naturali colonizzatori di nuovi spazi;
- prima del rilascio vengono scavati dei ricoveri temporanei per permettere agli individui di trovare luoghi di primo rifugio;
- la cattura viene effettuata in un’area ad alta incidenza turistica dove le marmotte sono già abituate alla presenza dell’uomo. Questo fattore risulta importante perché porta ad un cambio di condizione poco impattante sugli individui;
- il rilascio viene seguito da attività di monitoraggio per valutare l’andamento del progetto;
- si procede all’informazione alle associazioni interessate a vario tutelo all’intervento.
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