Cerca:
Seleziona:  
Sezione provinciale autonoma della F.I.d.C
38100 - Via Guardini, 41
P.Iva : 00519180228

email : info@cacciatoritrentini.it
Tel +39 0461 825834
Tel +39 0461 826084
Fax +39 0461 825558
Cacciatori Trentini 1Cacciatori Trentini 2Cacciatori Trentini 3Cacciatori Trentini 4Cacciatori Trentini 5Cacciatori Trentini 6

Main Menu
Eventi e News
Chi Siamo
Normative e moduli
Assicurazione del cacciatore
Preghiera del cacciatore
Gestione Faunistica
    -Fasianidi
    -Life Ursus
    -Orso bruno
    -Rogna sarcoptica
    -Marmotta
    -Cervo
    -Miglioramento ambientale
    -Camoscio Casale/Misone
    -Nuova pagina

Area Riservata
Consulte e Riserve

Rivista
Il Cacciatore Trentino

Progetti
Progetto Rudy
Scuola Gest. Faunistica
C.Fauna Alpina Casteller

Associati
Ass. Settoriali

Iniziative
Progetto Eritrea

Utilità
Web Links
Modulo informazioni

Forum
Consultazione



Calendario
Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab
      01 02 03 04
05 06 07 08 09 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    

Eventi della settimana
Nessun evento per questa settimana

Ricerca eventi per...


Miglioramenti ambientali
Protocollo d’intesa tra il Servizio Foreste, il Servizio Faunistico e l’Associazione Cacciatori Trentini sugli interventi di miglioramento ambientale a fini faunistici


L’attuale stato delle foreste trentine, grazie ai risultati raggiunti attraverso l’applicazione di un indirizzo colturale improntato ai principi della selvicoltura naturalistica, consente di delineare un quadro generale più che soddisfacente, sia relativamente all’estensione spaziale dei boschi e alla loro equilibrata presenza in rapporto agli altri usi del territorio, sia riguardo alla ricchezza di biomassa, alla produttività, ai parametri compositivi e strutturali e alla loro tendenza evolutiva, rivolta verso un generale miglioramento dell’assetto ecosistemico e, con esso, delle caratteristiche di funzionalità e stabilità forestale.
cacciatori durante i miglioramenti ambientali
risultati miglioramenti ambientali
Ormai da diversi decenni sono quindi in atto nell’ambito forestale delle operazioni colturali che mirano sempre più ad accrescere la diversità biologica del sistema, anche riguardo la componente faunistica, e che partono da un presupposto fondamentale della selvicoltura trentina che si rifà al concetto di multifunzionalità del bosco. Oggi, l’attuale spessore delle foreste trentine consente, in determinate situazioni, di dare soddisfazione in primis alle istanze faunistiche in modo da venire incontro anche alle nuove sensibilità e ai nuovi interessi che investono il mondo del bosco.

Il Servizio Foreste, sulla scorta delle indicazioni tecniche e pianificatorie contenute nel Piano generale forestale, nei singoli piani di assestamento e in specifici documenti a carattere settoriale relativi all’argomento (“Progetto Fauna”, “Selvicoltura e gallo cedrone”, ecc.) ha attivato, seppur con frequenza e intensità diversa da caso a caso, specifici interventi finalizzati alla conservazione attiva di particolari habitat faunistici. Ora, grazie ad un’accresciuta sensibilità ed interesse che investe anche il mondo venatorio, si fanno sempre più frequenti le iniziative volontaristiche di singole sezioni comunali cacciatori rivolte ad interventi sul territorio aventi specifica finalità faunistico-venatoria. Infatti il concetto di gestione faunistica non si limita ai soli interventi diretti sulla fauna (censimenti, piani di prelievo, ripopolamenti, etc.), ma si estende nel contesto di una pianificazione più ampia, comprendente gli habitat e la gestione ambientale. Nella considerazione che l’organizzazione del mondo venatorio trentino con le 210 Sezioni Comunali costituisce una delle forze più diffuse ed efficienti operanti nel panorama del volontariato trentino, il presente protocollo d’intesa ha lo scopo di contribuire ad accrescere le possibilità di una reciproca collaborazione secondo una strategia mirata a migliorare o ripristinare condizioni favorevoli alla fauna. Contenuti della collaborazione Premesso quanto sopra: - in attesa di una programmazione generale degli interventi ambientali a valenza faunistica riguardante l’intero territorio provinciale, delle indicazioni che potranno derivare dal Piano Faunistico provinciale nonché da specifici incarichi di studio commissionati dal Servizio Faunistico concernenti l’argomento che individueranno gli ambiti di intervento e le azioni di miglioramento ambientale; - preso atto dei modelli di intervento fin qui perseguiti dal Servizio Foreste nella gestione di boschi, informati ai principi della selvicoltura naturalistica, e delle azioni finalizzate in modo diretto al miglioramento dell’ambiente forestale e montano anche per specifiche finalità faunistiche; - vista la deliberazione del Comitato Tecnico Forestale n. 174 di data 09 giugno 1995 che riconosce al Servizio Foreste la competenza nell’esame delle iniziative volte a ripristinare, all’interno di complessi boscati assestati, quegli elementi di diversità territoriale costituiti da superfici aperte in via di neo colonizzazione da parte del bosco e preso atto, con ciò, che la realizzazione degli interventi predetti non rappresenta una trasformazione di coltura, bensì costituisce un intervento di gestione selvicolturale delle aree forestali in cui tali superfici ricadono; - ritenuto, in attesa di specifici indirizzi operativi, di individuare principalmente quali azioni di intervento, finalizzate soprattutto al mantenimento o alla creazione di spazi aperti nelle varie fasce ecologico-altitudinali, le seguenti: 1. recupero e mantenimento delle superfici aperte (corrispondenti ad ex prati o ex pascoli) interessate da fenomeni di neo-colonizzazione da parte del bosco con interventi di ripulitura dalla vegetazione forestale in via di insediamento. 2. taglio localizzato delle mughete e degli ontaneti per articolare la dimensione e la distribuzione interna delle aree aperte. 3. interruzione della copertura nelle formazioni ad estesa omogeneità colturale agendo su intere ceppaie, o per piccoli gruppi, favorendo la creazione di zone di apertura che permettono il reinsediamento del sottobosco, l’ingresso della rinnovazione naturale e creino condizioni favorevoli alla fauna e alla sua gestione, con ciò cercando di appoggiarsi ai punti di possibile variabilità naturalmente presenti.

Si conviene in linea tecnica che: gli interventi sopraspecificati, fino ad ora prevalentemente eseguiti in via diretta dal Servizio Foreste, possono essere convenientemente realizzati anche tramite l’apporto volontaristico della componente venatoria organizzata tramite le strutture dell’Associazione Cacciatori in modo da ridurre i costi ad essi connessi, raggiungere gli obiettivi sopraillustrati ed attinenti alla maggiore biodiversità con finalità non solo faunistiche, promuovere forme di collaborazione che possano favorire la conoscenza dei fenomeni evolutivi naturali propri delle formazioni forestali correlati anche alla biologia ed alla gestione della componente faunistica. Fatta salva quindi l’autorizzazione dei proprietari dei boschi, le Sezioni Comunali Cacciatori potranno attuare volontariamente gli interventi soprarichiamati, mediante l’inoltro di una formale richiesta di autorizzazione sottoscritta dal proprietario del fondo all’Ufficio Distrettuale Forestale competente per zona. Quest’ultimo, accertata la congruità della domanda rispetto ai dettati del presente protocollo, all’assetto idrogeologico e forestale dei luoghi e al disegno complessivo del modello colturale previsto nelle aree per le quali vige un piano di assestamento approvato, autorizzerà l’intervento nei modi previsti dalle prescrizioni di massima e di polizia forestale di cui al R.D. n. 3267 del 30.12.1923. Il soggetto titolare dell’autorizzazione, responsabile delle procedure e delle operazioni, è sempre e solo la Sezione Comunale Cacciatori, che è tenuta a garantire la corretta esecuzione degli interventi, a curare la manutenzione ordinaria con interventi periodici successivi nonché disciplinare l’eventuale gestione ai fini faunistici delle aree predette. Annualmente il Servizio Foreste, il Servizio Faunistico e l’Ente Gestore predisporranno una relazione sulle operazioni svolte nella quale verranno evidenziate le carenze riscontrate e formulati gli indirizzi per migliorare le procedure e gli interventi di ripristino ambientale. Il personale delle Stazioni Forestali che seguirà e controllerà direttamente le predette attività fornirà le indicazioni tecniche ed operative che potranno localmente trovare applicazione e inoltre procederà all’eventuale assegno del materiale legnoso che dovrà cadere al taglio.


spacer