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primiero

 

 

Presidente di Consulta: MAURO GUBERT

Tecnico: ENRICO FERRARO

Guardiacaccia capozona: MARIANO VALENTINI

Guardiacaccia: WALTER LOSS - MAURO ALBERTI

 

Il Distretto faunistico Primiero, così come individuato dall’Allegato A della Delibera di Giunta Provinciale n. 2936 del 29/12/2006, comprende 5 Riserve di diritto (Canal S. Bovo, Imer, Mezzano, Primiero e Transacqua) per complessivi 34.587 ettari di superficie. Da citare che la Riserva di Primiero si compone di due parti divise, la cui porzione più importante per estensione ricade nel bacino del Cismon, mentre l’altra parte ricade nel bacino del Travignolo. Il territorio si estende dai poco meno di 500 m s.l.m. della porzione meridionale del Distretto ai 3.192 m s.l.m. della Cima della Vezzana.


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Sono presenti praticamente tutte le specie di Ungulati alpini del Trentino, autoctoni e alloctoni. Il Capriolo storicamente presente ad alte densità ha subìto, come negli altri ambiti territoriali alpini, un forte decremento numerico nell’arco degli ultimi 10-15 anni, anche se nell’ultimo periodo di delega, grazie ad una attenta gestione, le consistenze hanno registrato una fase di crescita, purtroppo in parte vanificata dagli ultimi inverni particolarmente rigidi.


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Il Cervo è presente in tutto il Distretto, localmente ad alta densità, favorito anche dal tipo di gestione presente nel territorio; infatti vi sono molte aree in cui la caccia alla specie non può essere esercitata, sia all’interno del territorio provinciale (Demani Caoria, Paneveggio e San Martino) sia nel confinante territorio bellunese (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi). Questo ha permesso l’instaurarsi di molte aree storiche di bramito e ha determinato e determina tutt’ora un trend di crescita continua delle consistenze.

Il Camoscio è presente in tutte le aree faunistiche del Distretto, ed in molte zone anche ad alta densità. Purtroppo anche il Distretto Primiero, ed in particolare le aree faunistiche Pale di San Martino e Lagorai, sono state interessate dall’epidemia di rogna sarcoptica, con un forte decremento numerico della specie. Anche lo Stambecco è presente dal 2000 grazie ad un’operazione di reintroduzione operata dal Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, con una colonia che interessa tutta l’area delle Pale di San Martino nel territorio trentino ma anche della confinante provincia di Belluno. Attualmente dopo una forte diminuzione delle consistenze a causa della mortalità dovuta alla rogna sarcoptica, la popolazione è in una fase di ripresa delle consistenze, anche grazie ad una nuova operazione di restocking operata dal Parco.

Il muflone, presente ad alte densità nel territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi confinante con il Distretto Primiero, ha da diversi anni affermato la propria presenza nell’area delle Vette Feltrine delle Riserve di Transacqua, Mezzano, Imer e Primiero.

Infine da segnalare la presenza sporadica di alcuni individui di cinghiale, segnalati perlopiù nel periodo che va dalla primavera all’autunno, probabilmente a seguito di naturali spostamenti dal territorio bellunese confinante.