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sarca

Presidente di Consulta: PAOLO TAVERNINI

Tecnico: LUCIO LUCHESA

Guardiacaccia capozona:

Guardiacaccia: DIEGO BENTIVOGLIO

 

 

Il Distretto Sarca è localizzato nella valle definita dal corso del fiume Sarca, dal lago di Garda fino al lago di Toblino. Ad est è delimitato dal versante occidentale della catena dello Stivo-Bondone, dalla piana delle Viote a nord fino al Passo San Giovanni a sud, mentre ad ovest è circoscritto dalla catena del Monte Casale, dalla parte terminale della forra del Limarò fino al lago di Tenno e ai versanti sudorientali del complesso del Cadria. È parte del Distretto anche la porzione di territorio trentino che si sviluppa attorno all’abitato di Pregasina. È costituito da nove Riserve di diritto e da un’Azienda faunistico venatoria. La superficie complessiva è pari a circa 24.000 ettari di cui 23.700 a gestione ACT. La dimensione media delle Riserve di caccia è di circa 2.640 ettari.

La specie maggiormente presente è il Capriolo. Come in molte altre situazioni provinciali, questo Ungulato ha subito un sensibile decremento nei primi anni del nuovo millennio. Dal 2007 le politiche gestionali, basate principalmente sul contenimento del carico di prelievo, hanno migliorato lo stato della specie anche se la densità e la distribuzione ottenute sono ancora da incrementare.La pianificazione attuata nell’ultimo quinquennio è rimasta sostanzialmente stabile con un carico di prelievo di 320 caprioli di cui 125 maschi.


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Il camoscio caratterizza in modo differente le aree presenti ad esso vocate. Sullo Stivo-Bondone la specie può ancora incrementare la consistenza complessiva mentre la distribuzione nelle aree idonee è grossomodo completata. Sul Cadria la popolazione è in discrete condizioni ma con ancora margini di incremento, specialmente nella riserva di Riva del Garda. Sulla Rocchetta, piccolo contrafforte all’estremo sud-est del Complesso del Cadria, la specie ha subito un brusco calo tanto che a partire dal 2009 l’assegnazione è stata ridotta a qualche unità. Il basso carico di prelievo ha consentito una ripresa della specie: considerando anche il versante ledrense della Rocchetta, attualmente sono presenti oltre un centinaio di camosci.


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Sul Casale-Misone il camoscio è tornato ad essere, dopo molti anni di sporadica presenza dovuta ad un forte bracconaggio, un elemento stabile del quadro faunistico con una popolazione che ha raggiunto una consistenza tale da consentire la pianificazione: la consistenza rilevata nell’autunno del 2014 è di poco inferiore alle 300 unità.  Il cervo è presente con due popolazioni: una in Valle di Cavedine e una sul Cadria con espansione sul Misone e sul Casale. Le prime assegnazioni sono state autorizzate nel 2010 in Valle di Cavedine; dal 2013 il prelievo è attivato anche sul Cadria e sul Misone-Casale. Nella zona di Pregasina gravita parte del nucleo di mufloni che interessa l’aspro versate montagnoso che borda ad ovest il lago di Garda, da Riva fino a Limone. Questa popolazione nell’ultimo quinquennio ha subito un preoccupante calo demografico dovuto principalmente al bracconaggio, ad errori di gestione e ad un mancato coordinamento tra le due amministrazioni interessate.